Carente diligenza in operazioni finanziarie come reato permanente: prescrizione decorre dalla fine della relazione bancaria (Art. 305ter cpv. 1 CP)
- BGE / ATF / DTF
- DTF 134 IV 307 · BGE 134 IV 307 · ATF 134 IV 307
- Data
- 12.09.2008
- Numero d'incarto
- BGE 134 IV 307
- Corte
- CH_BGE_006
- Esito
- Respinto
Norme determinanti
Art. 1 LRD Art. 3 LRD Art. 4 LRD Art. 5 LRD Art. 97 CP Art. 305ter CP
Riassunto
Un intermediario finanziario professionista viene accusato di carente diligenza in operazioni finanziarie per aver aperto e mantenuto tre relazioni bancarie tra il 1992 e il 2003 senza accertare correttamente l'identità dell'avente economicamente diritto dei valori patrimoniali gestiti. Il ricorrente contesta la qualificazione giuridica del reato sostenendo che si tratti di un'infrazione istantanea consumata al momento dell'apertura dei conti e non di un reato permanente, invocando conseguentemente la prescrizione dell'azione penale per i fatti antecedenti al 2000. La difesa argomenta inoltre che l'obbligo di rettificare le informazioni errate contrasterebbe con il principio nemo tenetur se detegere e che, dopo il sequestro disposto dal Ministero pubblico, sarebbe divenuta impossibile qualsiasi rettifica presso gli istituti bancari coinvolti.
Il Tribunale federale respinge il ricorso confermando la condanna per carente diligenza in operazioni finanziarie, qualificando l'infrazione ex art. 305ter cpv. 1 CP come reato permanente quando commessa nell'ambito di una duratura relazione d'affari. La corte stabilisce che l'obbligo di identificazione dell'avente economicamente diritto sorge con la conclusione della relazione d'affari e perdura ininterrottamente fino al suo termine o fino alla regolarizzazione della situazione illecita da parte dell'intermediario. Di conseguenza, il termine di prescrizione ai sensi dell'art. 97 segg. CP inizia a decorrere solo dal giorno in cui cessa la relazione contrattuale o in cui l'operatore accerta finalmente l'identità del beneficiario economico.
Nel caso concreto, il ricorrente aveva aperto e mantenuto attive tre relazioni bancarie intestate a società estere indicando falsamente persone fisiche quali aventi diritto economico, omettendo di correggere tali indicazioni nonostante la gestione continuativa dei patrimoni. Poiché le relazioni erano ancora aperte ben oltre l'entrata in vigore della legge sul riciclaggio di denaro (LRD) il 1° aprile 1998, e specificamente fino al 30 aprile 2001 e al 22 marzo 2002, l'azione penale non era prescritta. La corte precisa che l'obbligo di identificazione deriva direttamente dagli art. 3, 4 e 5 cpv. 1 LRD ed è autonomo rispetto agli obblighi degli istituti bancari; pertanto, il rifiuto delle banche di modificare le registrazioni dopo un provvedimento di sequestro non esonera l'intermediario dal proprio dovere di vigilanza né interrompe la permanenza del reato.
Viene inoltre chiarito che il principio nemo tenetur se detegere, applicabile esclusivamente in ambito procedurale penale, non può essere invocato per giustificare la mancata rettifica delle informazioni fornite agli istituti finanziari in sede extraprocessuale. La possibilità che una rettifica possa rivelare precedenti carenze investigative non osta all'applicazione della norma, poiché ciò che viene sanzionato è la mancanza di diligenza nelle circostanze concrete e non il mero errore iniziale.
Regesto
Art. 305ter Abs. 1 und Art. 97 f. StGB, Art. 3-5 GwG; mangelnde Sorgfalt bei Finanzgeschäften, Verjährung. Die Pflicht zur Identifizierung der Vertragspartei entsteht mit der Aufnahme der Geschäftsbeziehung und dauert bis zu ihrer Beendigung an. Der Finanzintermediär, der im Rahmen einer dauerhaften Geschäftsbeziehung Geschäftsführungshandlungen tätigt, ohne die Identität des wirtschaftlich Berechtigten festzustellen, handelt andauernd rechtswidrig. In diesem Fall stellt die mangelnde Sorgfalt bei Finanzgeschäften ein Dauerdelikt dar. Die Verjährung beginnt daher an dem Tag zu laufen, an dem die Geschäftsbeziehung aufhört und damit die diesbezügliche Pflicht zur Identifizierung nicht mehr besteht oder an welchem der Finanzintermediär der rechtswidrigen Situation durch Feststellung der Identität des an den verwalteten Vermögenswerten wirtschaftlich Berechtigten ein Ende gesetzt hat (E. 2.4). Regeste Art. 305ter al. 1 et art. 97 s. CP, art. 3-5 LBA; violation de l'obligation de diligence dans les opérations financières, prescription. L'obligation d'identifier naît avec la relation d'affaires et subsiste jusqu'au terme de celle-ci. L'intermédiaire financier qui, dans le cadre d'une relation d'affaires durable, effectue des actes de gestion sans identifier l'ayant droit économique agit en permanence de manière illicite. La violation de l'obligation de diligence dans les opérations financières se caractérise alors comme un délit continu. Dans cette hypothèse, la prescription court du jour où s'éteint la relation d'affaires, partant le devoir d'identification y relatif, ou du jour où l'intermédiaire financier régularise la situation illicite ainsi créée en identifiant l'ayant droit économique des valeurs patrimoniales qu'il gère (consid. 2.4). Regesto Art. 305ter cpv. 1 e art. 97 seg. CP, art. 3-5 LRD; carente diligenza in operazioni finanziarie, prescrizione. L'obbligo di identificazione sorge con la conclusione di una relazione d'affari e perdura fino al termine della stessa. L'operatore finanziario, che nell'ambito di una duratura relazione d'affari compie atti di gestione senza accertarsi dell'identità dell'avente economicamente diritto, agisce in modo permanentemente contrario al diritto. In questo caso, la carente diligenza in operazioni finanziarie si configura come un reato permanente. Il termine di prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui è cessata la relazione d'affari e con essa il relativo dovere di identificazione o dal giorno in cui l'operatore finanziario ha posto un termine alla situazione illecita creatasi accertando l'identità dell'avente economicamente diritto dei valori patrimoniali gestiti (consid. 2.4).
Sentenza originale presso il tribunale ↗
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